Roma, (askanews) - Una mostra straordinaria per esplorare la cultura egizia ma anche per ammirare la bellezza dell'archeologia subaquea: succede a Parigi con l'esposizione "Osiride, i misteri inghiottiti dell'Egitto". Centocinquanta reperti recuperati dalla baia di Abukir, nei siti sottomarini della misteriosa città che fu sommersa dal mare, Heracleion per i Greci, Thonis per gli egizi.Fra tutti i reperti spicca la monumentale statua del dio egizio Hapy, l'incarnazione della fecondità delle inondazioni del Nilo, sempre rappresentato con barba e mammelle. Il curatore, Franck Goddio:"La scoperta di questa statua del dio Hapy è stato un gran momento per la mia vita di archeologo e per tutta la squadra. Abbiamo ritrovato poco a a poco dei frammenti che non riuscivamo a organizzare e poi abbiamo ritrovato il suo volto, allora abbiamo capito di essere di fronte a una statua colossale".Nella bellissima cornice dell'Istituto del Mondo Arabo, la mostra presenta reperti ricavati in sette anni di lavoro e si impernia attorno alla figura di Osiride, il dio degli inferi e della fertilità.La città di Thonis fu sepolta nella sabbia e nel fango per più di 1.200 anni. Il lavoro del team di Goddio riporta alla luce un vivace porto antico e un centro religioso importante, forse crollato nel mare per il peso degli edifici su terreno argilloso."Questa mostra - spiega Franck Goddio - immerge il visitatore prima di tutto nel mondo sottomarino in cui abbiamo scoperto questi reperti straordinari, e poi nella religione egizia, nel più profondo della mistica egizia".