Roma, (askanews) - Quando lo hanno avvicinato per la prima volta fuori da una moschea alla periferia di Parigi sono andati dritti al punto. Erano in tre, gli hanno parlato della guerra santa, proposto di partire per la Siria e di combattere con l'Isis. Yacine, 16 anni, giovane e musulmano racconta la sua storia, che è quella di tanti altri ragazzi."Mi hanno parlato subito della Siria - dice - mi hanno spiegato cosa fanno, la guerra santa, il morire da martiri, mi hanno detto che si va in Paradiso ed è la morte migliore: morire in guerra per la tua religione. Il loro messaggio era molto preciso".Non tutti i liceali musulmani come Yacine hanno la sfortuna di imbattersi in questi "reclutatori" di combattenti, ma tanti hanno paura e Ismael, per esempio, ha visto un amico farsi convincere a partire per la Siria. Era uno degli attentatori che si è fatto esplodere fuori dallo Stade de France il 13 novembre. "Non so se sarei in grado di restare lucido - spiega - queste persone sono molto molto potenti; fa davvero paura pensare che ci sono tanti come noi che dicono: no, io non ci andrei mai, invece alla fine si arruolano".Secondo i sociologi gli adolescenti sono le prede migliori, i più facili da convincere, perché credono a questi "venditori di sogni". Ma anche il web è pericoloso. Per questo, alcuni licei, soprattutto nelle banlieu, i sobborghi di periferia, hanno avviato progetti e organizzano incontri con i ragazzi, gli offrono luoghi dove parlare liberamente e confrontarsi con esperti. Nadia Dali, counselor, lavora a questo da anni:il loro obiettivo, spiega, è farli sentire a casa a Parigi, così non gli verrà in mente di andare a cercare un'altra casa in Siria.(Immagini Afp)