Parigi (askanews) - Parigi bloccata dai tassisti che, come già accaduto in alte città del mondo, protestano contro Uber, l'azienda americana che fornisce, attraverso un'App per smartphone, un servizio di trasporto privato concorrenziale rispetto ai taxi tradizionali.La pietra dello scandalo è UberPOP, il servizio di ride sharing peer-to-peer in cui a fare da autista ai clienti sono privati cittadini che hanno dato la propria disponibilità a un prezzo leggermente superiore ai tradizionali servizi di car-sharing che, tuttavia, non prevedono la figura dell'autista.UberPop al momento in Francia conta già 160mila utenti. Numeri che iniziano a far paura ai tassisti, scesi in piazza per protestare contro il rifiuto dell'autorità giudiziaria francese di vietare il servizio UberPop, in attesa che il governo stabilisca regole più restrittive per i neo-autisti.In realtà Uber - che opera in 250 città di 50 Paesi - sta già combattendo in tutto il mondo contro diverse cause per concorrenza sleale e le proteste dei tassisti regolamentati, letteralmente inferociti.Alcuni Paesi come Spagna, Paesi Bassi, Thailandia, Belgio e Norvegia hanno definito il servizio "illegale" mentre l'India ha vietato a Uber di operare dopo che un suo autista, a Nuova Dehli ,ha tentato di stuprare una cliente.Uber, dal canto suo, ha ribattuto sostenendo che i divieti violerebbero il diritto di libera impresa e il principio di uguaglianza.(Immaginin Afp)