Roma, (askanews) - Chiede a gran voce che sia aperta una inchiesta sulle cause del naufragio della nave da crociera affondata il primo giugno nel fiume Yangtze, in Cina, dove hanno perso la vita 442 persone. Xia Yunchen è parente di una vittima del naufragio, ha fatto irruzione alla conferenza stampa delle autorità cinesi, chiedendo verità."Sono un familiare di una vittima - dice - ho il diritto di assistere a questa conferenza stampa e sentire cosa hanno da dire le autorità. Mi hanno detto che non potevo entrare, ma sono entrata ugualmente, mi batterò fino alla morte"."Le autorità hanno detto che si è trattato di una catastrofe naturale. Il dipartimento meteorologico di Wuhan ha lanciato l'allarme due ore prima e ha insistito che le condizioni meteo erano estremamente cattive. Le navi che erano programmate alla stessa ora di quella affondata non sono partite per evitare il cattivo tempo. Perchè quella nave è invece partita ugualmente?"."Noi chiediamo una inchiesta per sapere le ragioni del disastro. E noi crediamo che la ragione principale sia l'errore umano", accusa Xia.Le autorità cinesi hanno intanto raddrizzato lo scafo della nave da crociera ma hanno ammesso che non c'è più alcuna possibilità di trovare sopravvissuti del naufragio. Solo 14 persone sulle 456 a bordo della Eastern Star sono state tratte in salvo dopo che la nave si è rovesciata. Le possibilità di trovare qualcuno ancora vivo sono "sempre più basse".Immagini: Afp