Una strana coppia, ma forse neanche piu' di tanto. Alex Atala e Yoshihiro Narisawa – cinque stelle Michelin in due (il brasiliano ha una stella in piu' per il suo secondo ristorante) – hanno celebrato insieme i 120 anni delle relazioni diplomatiche tra Brasile e Giappone all'ambasciata brasiliana di Tokyo.
Un dialogo d'eccezione tra due cucine molto diverse, interpretate da due maestri che condividono la medesima ossessione per i prodotti locali e per una ecogastronomia sostenibile. E che dichiarano di prendere qualche ispirazione, a volte, l'uno dall'altro. Lo testimoniano le splendide fotografie artistiche di Sergio Coimbra: vedendole accostate come grandi dipinti l'uno all'altra, non sempre è di facile immediatezza identificare un Narisawa o un Atala. Coimbra – noto anche in Italia, ad esempio per il volume “Fluidità'” sui piatti d'autore dei fratelli Alajmo – è orgoglioso di aver promosso un avvicinamento tra lo chef del D.O.M. di San Paolo e l'uomo che ha vinto più volte il titolo di miglior ristoratore dell'Asia.
Atala dichiara il suo interesse per il Giappone, Paese che ha visitato sette volte. “Del resto da noi a San Paolo c'è la maggiore comunità giapponese all'estero, che ha esercitato la sua influenza sulla società e in parte anche sulla cucina”, dice Atala, aggiungendo “naturalmente, San Paolo ha anche una grande comunità italiana, per la quale si può dire lo stesso, se non di più”. Il 47enne chef – noto per la cura nella scelta di ingredienti made in Brazil, compresi quelli indigeni come acal e cupuacu che va a scovare nelle parti più remote del Paese– parla con entusiasmo della sua recente esperienza al “Refettorio Ambrosiano” a Milano nel contesto di Expo. Ora intende portare il medesimo progetto a Rio per le Olimpiadi “con Massimo Bottura, grande amico e grande rappresentante dell'eccellenza della cucina italiana”. Nella serata, oltre un centinaio di ospiti dell'ambasciatore Andre' Aranha Correa do Lago (tra l'altro grande esperto di architettura) hanno potuto gustare menù con alcuni dei simboli gastronomici dei due Paesi. Da un lato, la classica “galinhada”, accompagnata da riso brasileiro e farofa, seguite da quiabo e tucupi dashi. Dall'altra, gli splendidi hors d'oeuvres in cui Narisawa eccelle (dal sumi a variazioni su fugu e abalone), seguiti da fritture in stile kawariage e dessert spesso a base di matcha. A parte, carne bovina e tartaruga della provincia di Saga.