Islamabad (TMNews) - Paradossi delle crisi geopolitiche. Il Pakistan sta attraversando la peggior crisi energetica della sua storia. Anche se la regione del Belucistan, nel sud-ovest del paese, trabocca di riserve minerarie non sfruttate.Il Belucistan è piagato da dieci anni da una rivolta armata. Forse non è un caso dato che si tratta della zona più ricca del paese dal punto di vista delle risorse minerarie. L'industria del carbone offre lavoro alla maggioranza degli abitanti di questi bacini. Lavoro difficile, in condizioni sempre estreme."Le miniere sono molto profonde, ricorda un minatore, e ci lavora una ventina di persone. Un mestiere pericoloso dove si rischia la vita in ogni momento. Ma non abbiamo scelta per mantenere le nostre famiglie".Gli incidenti non sono rari. Tra la rivolta, i terremoti e le esplosioni, i minatori sono sempre in pericolo. Nel 2011 45 di loro sono morti a causa delle esalazioni di gas.La situazione, come si diceva, è paradossale. Malgrado le riserve disponibili, il paese continua a importare carbone. Il Belucistan produce 100mila tonnellate di carbone l'anno. Una goccia d'acqua se paragonata alle centinaia di migliaia di tonnellate stimate come disponibili, come spiega Imran Rajpoot, ingegnere minerario."Il carbone di bitume che estraiamo è considerato di seconda categoria. Viene usato dalle fabbriche di mattoni e dalle acciaierie. Ma sarebbe meglio impiegarlo per produrre elettricità. Questo risolverebbe la crisi energetica del paese alimentando le abitazioni civili".Un problema urgente dato che in alcune regioni del paese, l'elettricità è disponibile solo 4 ore al giorno(Immagini Afp)