Roma, 30 ott. (askanews) - "Oggi viviamo una brutta pagina per Roma, io ho definito un furto di democrazia quello che si sta perpetrando in Campidoglio". Così Paolo Cento, membro di Sel al Consiglio comunale di Roma oggi sciolto per le dimissioni di massa di 26 consiglieri, in prima fila quelli del PD; contro Ignazio marino il sindaco eletto proprio sotto il simbolo PD. Cento però guarda al futuro. "La cosa più semplice sarebbe stata fare un dibattito in consiglio comunale e valutare se c'erano le condizioni per proseguire un'esperienza amministrativa. Questa è la casa dei cittadini romani, non un'aula che possiamo mettere fra parentesi. Mi colpisce negativamente la questione delle firme (dei consiglieri dimissionari) che portano allo scioglimento del Consiglio comunale. Vedere il Pd insieme a Marchini, insieme a pezzetti del centrodestra, è un'operazione di trasformismo che cala su Roma il Partito della Nazione e forse anche un'alleanza più stretta con Marchini. Io credo che a quest'ipotesi i militanti del PD si rivolteranno, e noi diciamo a tutta la parte democratica di Roma di ribellarsi. Dal 13 al 15 novembre lanceremo il Roma Day nelle piazze con i gazebo e i nostri circoli per trovare le condizioni per candidare la Roma democratica, la Roma di sinistra al governo della città per impedire il governo delle destre e dei populismi".