Parigi (askanews) - Lo scandalo dei Panama Papers parla anche francese e si trasforma in affaire. Le Monde sbatte in prima pagina un sistema offshore sofisticato organizzato tra Hong Kong, Singapore, le Isole Vergini britanniche e Panama da fedelissimi del leader del Front National di Marine Le Pen.Secondo il quotidiano, il sistema messo in piedi dal cerchio magico della presidente del Front National è stato utilizzato per sottrarre ingenti somme di denaro ai controlli fiscali francesi tramite società di facciata e fatture false al fine di sfuggire ai controlli antiriciclaggio nazionali.Al centro dell'iniziativa, a quanto risulta dai documenti dei Panama Papers analizzati da Le Monde, ci sarebbero l'imprenditore Frédéric Chatillon, che ha stilato il programma economico del partito per le presidenziali 2012, e l'uomo d'affari Nicolas Crochet, patron della società Riwal utilizzata dai candidati del Front National per attività di comunicazione, entrambi collegati allo studio legale panamense Mossack Fonseca al centro delle rivelazioni di stampa.Crochet, già nei giorni scorsi, prendendo d'anticipo imbarazzanti rivelazioni, aveva reso noto di avere messo a disposizione dei media documenti in grado di provare la perfetta legalità delle operazioni mentre il partito della Le Pen ha assicurato di non essere implicato nell'affaire.L'ombra lunga dei Panama Papers sembra lambire anche Downing Street. Da tempo, il premier britannico David Cameron deve affrontare crescenti pressioni per far sì che i territori britannici e ledipendenze della Corona non vengano utilizzati dai ricchi e famosi della terra per eludere le tasse.Ma l'enorme fuga di dati dallo studio panamense Mossack Fonseca ha dimostrato che lo studio ha registrato oltre 100mila società fantoccio nelle Isole Vergini britanniche. E a imbarazzare il premier c'è anche un coinvolgimento personale nello scandalo.Tra i nomi emersi nell'inchiesta c'è infatti anche quello del defunto padre di Cameron, Ian, che utilizzò azioni al portatore, strumenti che garantiscono la massima riservatezza, per gestire un fondo per i suoi clienti. Un fondo nel quale, secondo fonti di Downing Street, l'attuale premier britannico non avrebbe comunque investito.Resta una domanda fondamentale, sinora stranamente trascurata. Non si riesce infatti a capire come una sola fonte abbia potuto avere accesso a segreti custoditi in 11 milioni di documenti, che coprono un arco di 40 anni e riguardano 200mila società, segreti custoditi da studi professionali che fanno della riservatezza assoluta e a prova di bomba la chiave per incassare lucrosissime parcelle dalla bulimica avidità degli happy few dell'economia globale.(Immagini Afp)