Roma, (askanews) - Convivere con una disabilità grave o gravissima è un dramma che condiziona in modo totalizzante l'esistenza di chi ne è afflitto, e dei familiari che lo assistono. Se a questo si aggiunge che le istituzioni, sempre più concentrate a far quadrare i bilanci, impongono tagli anche a servizi essenziali, la battaglia condotta ogni giorno da queste persone rischia di essere portata avanti in solitudine. Anche di questo si è discusso a Palermo, nella sede dell'Istituto dei ciechi Ignazio Florio e Anna Salamone, nel dibattito organizzato dal gruppo "No sad no life", insieme al Coordinamento nazionale famiglie disabili gravi e gravissimi. Tra i temi affrontati, le continue e inaccettabili sospensioni, o la riduzione delle ore del servizio di assistenza domiciliare erogato dal Comune di Palermo.Dal Comune hanno garantito una proroga di 40 giorni al servizio di assistenza, ma per Angela Rendo, referente siciliana del Coordinamento nazionale famiglie disabili gravi e gravissimi, la soluzione non può essere a tempo."Le famiglie con persone con disabilità devono avere questo servizio garantito nel tempo". E aggiunge: "Non c'è una programmazione, partiamo dal fatto che non c'è una vera presa in carico, non hanno numeri esatti di quante siano le persone con disabilità sul territorio, e questo è abbastanza grave, i numeri li dovrebbero avere. A prescindere dal bando sono dei livelli essenziali che devono essere garantiti e offerti a ogni persona con disabilità e alla famiglia".