Peshawar, Pakistan (askanews) - Vuoi tornartene a casa? Devi firmare un impegno a combattere i talebani. Centinaia di migliaia di profughi interni pachistani sono stati costretti a fuggire dalle loro case per vivere nei campi di accoglienza a Peshawar, nella regione nord-occidentale del paese, da quando l'esercito, soprattutto verso la fine del 2014, ha lanciato una massiccia offensiva militare contro i talebani, radicati e trincerati nelle regioni al confine con l'Afghanistan.Circa due milioni di persone, quasi la metà della popolazione di quelle regioni, sono state ridotte al rango di profughi interni a causa dei conflitti nelle zone tribali pachistane. Da allora, solo 300 famiglie sono riuscite a tornare a casa.Perché per poter tornare bisogna essere disposti a cooperare. Le autorità hanno preparato una sorta di "contratto sociale" per gli abitanti del Waziristan settentrionale. E nessuno può ritornare senza averlo firmato.Il documento chiede, nero su bianco, di attestare la propria lealtà nei confronti dello Stato pachistano. I capi tribali sì devono anche impegnare a organizzare milizie armate per impedire il ritorno dei talebani. Ma per chi ha difeso le frontiere pachistane sin dalla sua creazione nel 1947 il contratto non è altro che un insulto."Siamo pachistani e siamo leali nei confronti del nostro paese, dichiara Malik Niaz Khan, un capo tribale del Waziristan settentrionale. Perché dobbiamo sottoscrivere questa garanzia?. Abbiamo sempre protetto il Pakistan e continueremo a farlo".Comprensibili suscettibilità a parte, sono i combattimenti che non accennano a diminuire l'ostacolo maggiore per il ritorno a casa di centinaia di migliaia di sfollati.(Immagini Afp)