Karachi (askanews) - Terrorismo, crisi energetica e finanziaria, incremento demografico. E ora anche la minaccia del riscaldamento globale. Per il Pakistan sembra non esserci pace.Campi di riso e di grano nel cuore del Punjab, il granaio del Pakistan. Nonostante una popolazione in crescita demografica e che potrebbe raggiungere i 300 milioni nel 2050, a tutt'oggi il paese resta autosufficiente dal punto di vista delle risorse agricole. Ma si tratta di una stabilità messa in pericolo dai cambiamenti climatici.Il Pakistan è irrigato dal bacino dell'Indo che nasce in Tibet e che con i suoi 3.180 km è il più lungo fiume del subcontinente e il terzo più importante in termini di portata. Scorre dalle montagne settentrionali del paese che accolgono la più estesa riserva di ghiaccio del pianeta, al di là dei confini polari. Ma anche qui i segni del global warming sono ineludibili.Javed Akhtar è cresciuto nella zona del ghiacciaio di Pasu e ora lavora con un team di glaciologi per monitorare l'impatto dei cambiamenti climatici.UPS 01.28"Quando ogni anno si sciolgono otto o nove metri di ghiacciaio, è il segnale di una catastrofe in arrivo, spiega Javed. Dobbiamo prepararci per affrontare la minaccia del riscaldamento globale".Una minaccia che riguarda tutto il Pakistan.Una delle aree più vulnerabili è la dilagante metropoli meridionale di Karachi dove l'estate scorsa un'ondata di calore ha ucciso un migliaio di persone. Le riserve idriche urbane si alimentano dalle acque dell'Indo ma bastano a malapena per le necessità di metà della popolazione. E non è tutto.UPS 02.07"Le ondate di calore torrido saranno più frequenti perché le temperature di Karachi e della fascia costiera sono mitigate dalla brezza marina. Ma questo equilibrio è compromesso dalla bassa pressione presente sul Mare Arabico", sottolinea Ghulam Rasul, direttore del Servizio meteorologico pachistano.Scioglimento dei ghiacciai, inondazioni, siccità. Non sono solo i talebani a turbare il sonno del Pakistan.(Immagini Afp)