Roma, (askanews) - Lei è una nota attrice pachistana. Si chiama Veena Malik. Ha 26anni ed è stata condannata al carcere da una corte competente sull anti terrorismo. La sua colpa? E' apparsa in una scena che vagamente si rifà al matrimonio della figlia del profeta Maometto.La giovane star incontra il suo accusatore in un dibattito televisivo. Il religioso che l'ha accusata di blasfemia, rincara la dose in diretta: "Non penso che in futuro a suo figlio piacerà vedere la sua immagine, vestita così".L'attrice risponde prima con calma: "Gran Muftì Shihab, visto che la questione riguarda la nostra grande religione, mi sa dire cosa dice l'islam di me: sono l'unica che mantiene sorelle e fratelli. Ho pagato i loro studi".Poi passa all'attacco: "Visto che parli di Islam: Tu come sceicco anche ora mi stai scrutando più volte: devi smetterla. Devi essere punito per questo. La Shariya deve essere applicata soprattutto sui più devoti".Quindi, un fiume di parole: "Ma se proprio vuoi elevare in alto la fede, le occasioni non mancano. Guarda cosa fanno i politici: tangenti, ruberie, uccisioni nel nome dell'Islam. Ci sono una miriade di cose di cui puoi parlare. Perché allora parli solo di me? Lo fai perché sono una donna? Perché sono un bersaglio facile? Perché sono vestita con indumenti corti?"Prosegue prima dell'affondo: "Che mi dici degli imam che stuprano bambini nelle moschee? Tu mi hai condannata senza nemmeno vedermi. Mi hanno vista tutti nel film: Io ho offerto l'amore a tutti per dimostrare che i terroristi che fanno esplodere bombe non rappresentano i pachistani".