Roma, 19 feb. (askanews) - "Fermatevi, la guerra non è la soluzione. Esistono altre strade": è l'appello lanciato da Rete della pace, campagna Sbilanciamoci e Rete italiana per il disarmo per intervenire, con le vie della diplomazia, del dialogo e della cooperazione e non con le armi, nella situazione in Libia. "Cooperazione e non armi. Accoglienza e non respingimenti, diritti e non sfruttamento" sono le parole chiave delle associazioni pacifiste che hanno tenuto una conferenza stampa alla Camera."Non è possibile che un uomo o una donna in Italia sia disponibile a vedere morire il proprio figlio o la propria figlia per una guerra assurda - ha spiegato Sergio Bassoli della Rete della pace -, la guerra è tollerata come soluzione perchè prevale il gridare e il senso di paura che viene trasmesso da politici, invece esiste un'altra strada". "La popolazione civile in Libia ha voglia di vivere una vita normale - ha aggiunto Francesco Vignarca della Rete italiana per il disarmo -, dobbiamo rafforzare i percorsi per giungere a questo, le bombe di certo non lo fanno, dobbiano chiedere al nostro Parlamento e al nostro governo di prendersi la responsabilità di cambiare strada per un nuovo approccio. Il pacifista non violento non è quello che sta a casa sua ma quello che vuole intervenire in modo sensato e con strumenti nuovi". Infine Grazia Naletto della Campagna Sbilanciamoci ha bollato come "vergognosa e indecente la proposta di bombardare le navi prima che partano, serve invece un piano nazionale ed europeo di salvataggio in mare e di accoglienza nello spazio europeo, non è impossibile farlo".