Bangkok (TMNews) - La destituzione della premier tailandese Yingluck Shinawatra - decisa dalla Corte Costituzionale per "abuso di potere" - soddisfa in parte le richieste dell'opposizione che da mesi ne chiedeva le dimissioni, ma mantiene il potere nelle mani del governo uscente lasciando quindi in sospeso una soluzione politica della crisi del Paese.La destituzione di Yingluck - insieme a nove dei 35 Ministri del suo esecutivo - è stata accolta con gioia dai manifestanti accampati nel centro di Bangkok: sia l'opposizione che le "Camice Rosse" fedeli all'ex premier hanno tuttavia confermato le manifestazioni fissate per i prossimi giorni, facendo temere il rischio di nuove violenze.In mancanza di un Parlamento, dato che le elezioni politiche del 2 febbraio scorso sono state invalidate, il nuovo esecutivo avrà il compito di tenere un nuovo scrutinio già fissato per il 20 luglio: l'opposizione ha tuttavia già minacciato di boicottare il voto, come già accaduto tre mesi fa.Yingluck Shinawatra era considerata una marionetta del fratello, l'ex premier in esilio Thaksin Shinawatra; tre anni fa erano state le "Camicie rosse" a occupare per due mesi il centro di Bangkok, chiedendo le dimissioni dell'allora Primo ministro Abhisit Veijajiva: la dura reazione delle forze di sicurezza provocò 90 morti e oltre un migliaio di feriti.(fonte Afp)