Lesbo (askanews) - Le frontiere d'Europa stanno diventando sempre più invalicabili per i migranti, con leggi e restrizioni dei singoli Stati che vanificano il tentativo di gestire con uno sforzo comune la crisi. Una situazione sempre più preoccupante, rileva l'Alto commissariato Onu per i rifugiati, che invece di migliorare le cose, le peggiora aumentando la confusione e scaricando le responsabilità sui paesi di confine. Filippo Grandi è il diplomatico italiano a capo dell'Unhcr, in questi giorni in visita a Lesbo, in Grecia, per verificare sul campo la situazione."Sono davvero preoccupato per le notizie che arrivano sull'aumento di frontiere chiuse in Europa lungo la strada dei Balcani, perché questo creerà maggiore caos e confusione e aumenterà il carico sulla Grecia che ha già sulle spalle una grande responsabilità nel gestire queste persone. E sta succedendo perché non ci sono alternative".Una situazione comune anche all'Italia, che come la Grecia si affaccia sul Mar Mediterraneo, usato da inizio anno da oltre 100mila persone per raggiungere l'Europa, secondo l'Organizzazione internazionale per le migrazioni. Una cifra raggiunta in soli due mesi, mentre l'anno scorso ce ne vollero sette.