New York (TMNews) - L'Onu contro il commercio delle armi. Dopo sette anni di interminabili discussioni, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato il primo trattato internazionale sul disarmo dopo l'approvazione nel 1996 dell'accordo sul blocco degli esperimenti nucleari.Il trattato, che entrerà in vigore al momento della 50esima ratifica statale nazionale, è stata approvata con 154 voti a favore, 3 contrari, Siria, Corea del Nord, Iran, e 23 astenuti, tra cui Russia e Cina, insieme a molti altri protagonisti di queste lucrose attività. Anche altri paesi, importatori questa volta, come Egitto, India e Indonesia, hanno preferito non prendere posizione.Il mercato internazionale degli armamenti ogni anno genera un giro d'affari da 80 miliardi di dollari. L'obiettivo dell'Onu è quello di evitare che armi illegali possano arrivare nelle mani di elementi giudicati pericolosi.Con il documento approvato, l'Onu conferisce a ogni Stato la responsabilità oggettiva per le transazioni di armi all'interno dei confini nazionali per impedire così che le armi vendute possano venire utilizzate, aggirando un embargo internazionale, per commettere "gravi violazioni" dei diritti dell'uomo o finire nelle mani di terroristi o criminali.Le tipologie degli armamenti considerati nel trattato vanno dalle pistole alle navi da guerra, passando per i missili a lunga e corta gittata e passa al vaglio tutte le fasi delle transazioni, importazione, esportazione, transito e mediazione.Intenzioni certo lodevoli, ma che rappresentano una vera manna per i grandi contrabbandieri internazionali di armi. Non del tutto ai margini degli interessi dei paesi esportatori.(Immagini Afp)