Ginevra (askanews) - Gli incidenti d'auto sono la prima causa di morte nel mondo per i giovani e l'ottava per la popolazione mondiale di tutte le età. A rivelarlo è l'Organizzazione mondiale della Sanità attraverso un rapporto sulla sicurezza stradale presentato a Ginevra. Secondo i dati, 1,25 milioni di persone sono morte nel 2013 sulle strade. Particolarmente grave la situazione nei Paesi meno sviluppati: benché contino solo il 54 per cento dei veicoli registrano tuttavia il 90 per cento degli incidenti.In Africa poi la mortalità è davvero elevata con un tasso del 26,6 per cento su centomila abitanti. La metà delle vittime non sono persone a bordo di auto, ma pedoni, ciclisti e motociclisti. "E' un disastro creato dall'uomo. Non un misterioso virus difficile da trattare, ma dipende da come abbiamo deciso di spostarci. La circolazione costa 1,2 milioni di morti e 50 milioni di feriti", spiega Etienne Krug dell'Oms.Secondo il rapporto la situazione è migliorata in 17 Paesi che hanno adottato delle leggi ad hoc. L'Oms raccomanda un limite di velocità di 50 chilometri orari nei centri urbani, ma solo 47 Paesi rispettano questa raccomandazione."Possiamo fare qualcosa, sappiamo cosa serve. Migliorare le leggi, obbligo di cintura e del casco sulle moto, limitazione della velocità e divieto di guida sotto effetto dell'aclol - continua Krug - Ci sono tante misure per salvare vite, ma in pochi le adottano".Rispetto al 2007 la cifra degli incidenti mortali è rimasta stabile, nonostante l'aumento di veicoli in circolazione. Ma la sfida dell'Onu di dimezzare il numero di morti entro il 2020 appare più che mai come un'impresa impossibile.(immagini Afp)