Kobane (TMNews) - Nella battaglia che infuria a Kobane da quasi un mese sono morte oltre 660 persone. I dati sulle vittime dell'offensiva dei miliziani dello Stato islamico sono stati diffusi dall'Osservatorio siriano per i diritti umani, che ha precisato di non aver conteggiato le vittime dei raid aerei lanciati dalla coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti.Mentre i curdi sono riusciti a riprendere posizioni, il premier turco Ahmet Davutoglu ha nuovamente escluso un'apertura totale delle frontiere per far passare i volontari che vogliono combattere l'Isis. I nostri confini non sono mai stati chiusi, ha precisato.Ci sono due milioni di persone che hanno attraversato la frontiera finora - ha detto - se i nostri confini fossero stati chiusi queste persone sarebbero morte sotto le bombe del regime siriano per mano dell'Isis. Non abbiamo mai chiuso per ragioni umanitarie. "Se i siriani che sono rifugiati qui vogliono andare a combattere non opponiamo alcuna resistenza. Possono andare. Non gli abbiamo chiesto il motivo per cui sono qui e non gli chiediamo perché se ne vanno. Sono siriani. Ma per i cittadini turchi è diverso, sono sotto la nostra responsabilità".(Immagini Afp)