Palermo (TMNews) - "Sit-down", "State seduti", urlano gli uomini della Guardia Costiera italiana ai migranti che stanno per soccorrere nelle acque al largo di Pozzallo. La paura è sempre la stessa, ad ogni salvataggio, il timore che agitandosi in vista degli aiuti, i profughi possano far ribaltare i barconi su cui hanno affrontato giorni di viaggio. Sono scene che si ripetono sempre più spesso negli ultimi giorni di Ottobre che hanno visto arrivare circa 1000 migranti sulle coste italiane, tutti salvati dalle unità dell'operazione "Mare Nostrum" come spiega l'ammiraglio Gino De Giorgi. "Chiaramente la Marina ha risposto all'evento massiccio con uno schieramento di un numero maggiore di navi e con l'intervento di mezzi a pilotaggio remoto dell'areonautica militare e attivando un centro di coordinamento presso il comando della Marina militare a Roma, proprio per dare un impulso all'efficacia del coordinamento."Una volta portati in salvo, la maggior di loro ha bisogno di cure mediche spiega il tenente Francesco Bitetto. "Le difficoltà maggiori riguardano l'ipotermia, denutrizione e disidratazione. Condizioni alle quali queste persone sono sempre esposte in questo tipo di viaggi".I centri di accoglienza però non sono sufficienti a prendersi cura in modo decoroso di tutte queste persone, soprattutto a Lampedusa dove in una struttura studiata per 300 persone vivono in oltre 700.