Roma, (askanews) - Nel suo discorso sullo Stato dell'Unione davanti al Congresso, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha toccato diversi temi di politica estera. Ha invitato i parlamentari ad appoggiarlo nella guerra contro i combattenti dell'Isis, avvertendo che la battaglia sarà lunga: "Staremo dalla parte delle persone colpite dai terroristi nel mondo: da una scuola in Pakistan alle strade di Parigi", ha promesso il presidente. E ancora: "Continueremo a dare la caccia ai terroristi e a smantellare le loro reti: ci riserviamo il diritto di agire unilateralmente nel caso di minacce dirette contro di noi o i nostri alleati".Obama ha parlato anche di Iran, chiedendo al Congresso di non approvare nuove sanzioni che potrebbero "far naufragare i colloqui" con Teheran. "Non ci sono garanzie che i negoziati abbiano successo, tengo aperte tutte le opzioni sul tavolo per evitare un'Iran con il nucleare - ha spiegato - Ma nuove sanzioni approvate da questo Congresso, in questo momento, garantirebbero solo una cosa: il fallimento della diplomazia".Il presidente degli Stati Uniti ha chiesto inoltre al Congresso di levare l'embargo economico contro Cuba e a chiudere la prigione di Guantanamo, che tutto il mondo condanna.Applausi dalla platea, pochi fischi, quasi impercettibili, e un unico tema ricorrente. "Siamo una famiglia unita", che dopo essere passata attraverso periodi difficili ora ha bisogno di un scrivere un nuovo capitolo.