Washington (TMNews) - "Sono ansioso di lavorare con il nuovo Congresso per fare, nei prossimi due anni, un lavoro che sia il più produttivo possibile. Non giudicherò le idee sulla base del fatto che arrivano dai democratici o dai repubblicani ma che siano utili per il popolo americano".L'anatra zoppa si è messa a correre; Barack Obama non ha alcuna intenzione di rinunciare alle sue prerogative di presidente degli Stati Uniti in carica che, nonostante non abbia più il pieno appoggio del Congresso americano dopo le elezioni di medio termine, resterà alla Casa Bianca per altri due anni."Come presidente ho la responsabilità di far funzionare questo Paese - ha detto dopo aver incontrato i nuovi leader del Congresso - ascolterò tutti coloro che hanno votato e anche chi ha scelto di non farlo. Di sicuro il Congresso presenterà delle leggi che non mi piaceranno e non potrò firmare, è normale: così funziona la nostra democrazia. Ma sono certo che troveremo un compromesso per lavorare insieme sui grandi temi che interessano il popolo americano".Si va avanti da separati in casa dunque - come era successo in passato già a Eisenhower, Reagan, Clinton e Bush figlio - ma questa volta lo slogan "Yes, we can" non basta né aiuta il blasone di un Nobel per la Pace "sulla fiducia". Occorre lavorare e faticare per ristabilire il feeling con il popolo americano che sembra essersi spezzato e Obama è passato subito al contrattacco, chiedendo al Congresso più fondi per combattere l'Ebola e gli estremisti dell'Isis e per migliorare il sistema dell'immigrazione."I repubblicani hanno passato una bella serata - ha ironizzato Obama - ora però vogliamo conoscere i loro programmi perché la gente ha bisogno di risposte".(Immagini Afp)