Oslo (askanews) - Quattro anni dopo il massacro compiuto da Anders Breivik, l'isola norvegese di Utoya ritorna alla vita ospitando il primo campo scuola dei giovani del partito laburista dopo la strage del 2011. Solo pochi tra i partecipanti di quest'anno - circa un migliaio - sono sopravvissuti all'ecatombe, mentre ci sono molti ragazzi che si affacciano per la prima volta alla politica.Il peggiore incubo della Norvegia post bellica, che provocò un totale di 77 vittime, cominciò con il primo attentato di quel terribile 22 luglio 2011, provocato dall'esplosione di un'autobomba nel centro di Oslo, parcheggiata davanti al palazzo dell'ufficio dell'allora premier norvegese Jens Stoltenberg, attualmente al vertice della Nato. Nella deflagrazione morirono 8 persone e 209 rimasero ferite.Il secondo attacco avvenne meno di due ore dopo sull'isola di Utoya, al largo della capitale norvegese, dove era in corso un campus giovanile organizzato dal Partito laburista. Qui Breivik aprì il fuoco sui partecipanti, uccidendo 69 ragazzi e ferendone 110. Processato nel 2012 dichiarò di aver agito per fermare la disintegrazione della cultura norvegese causata dalla massiccia immigrazione dei musulmani. Breivik fu condannato a 21 anni di carcere, la pena massima dell'ordinamento norvegese, prorogabili di altri 5 per un numero indefinito di volte qualora sia ritenuto ancora socialmente pericoloso.(Immagini Afp)