Roma, (askanews) - La danza ha radici profonde nella cultura pachistana, ma viene guardata con sospetto nel paese conservatore a maggioranza musulmana, perché le donne che danzano al di fuori delle mura domestiche o che si esibiscono per soldi sono spesso erroneamente considerate prostitute.Suhaee danza da quando ha 7 anni. Quando ha deciso di farlo professionalmente, ha dovuto pensarci bene. "Dobbiamo spiegare in continuazione questa cosa alla gente, la danza è una forma d'arte, non è solo ciò che accade nel distretto a luci rosse, e non si tratta solo di intrattenere gli uomini, non riguarda la sessualità o mostrare il corpo". La danza è parte dell'eredità comune del Pakistan con la vicina rivale India. Dalla separazione del Pakistan dall'India (1947) le cose si sono evolute in maniera differente. Nel 1981 il dittatore islamista Zia ul-Haq bandì la danza, definendola oscena. Ancora oggi gli artisti devono ottenere un permesso per esibirsi, per fortuna le autorità sono più tolleranti.La danzatrice e insegnante Sheema Kirmani, racconta come quel periodo abbia lasciato un segno profondo nella società pachistana: "Ora tu non sai davanti a questo pubblico chi sarà l'uomo o la donna che pensa che questo è qualcosa di non islamico, che è un peccato e che troverò il mio posto in paradiso uccidendo o distruggendo questa forma d'arte, uccidendo questa donna o facendomi esplodere...".La cattiva immagine della danza in Pakistan va a braccetto con la mancanza di sostegno da parte delle istituzioni e di infrastrutture. Quando la National Academy of Performing Arts aprì a Karachi, c'era un dipartimento di danza, ma è successivamente stato chiuso per le poche iscrizioni. Rahat Kazmi, dell'Accademia, spiega: "Fino a quando non sarà introdotto come parte del sistema educativo e le persone non saranno formate tutto il tempo, qualcuno di loro ce la potrà fare e diventare campione, ma se non si comincia quando sono bambini, tra gli 8 e gli 11 anni, non credo che andremo distante". (immagini Afp)