Nizza (askanews) - Il consolato italiano a Nizza è impegnato in uno sforzo senza precedenti per cercare di avere informazioni su tutti gli italiani che erano presenti in Costa azzurra la sera del 14 luglio 2016, giorno dell'attentato sul lungomare della città francese che ha ucciso 84 persone, ferendone 202. Lo ha confermato, ai microfoni di askanews, la console italiana a Nizza, Serena Lippi.

"Stiamo raccogliendo tutti i dati e coordinando le varie liste - ha spiegato - perché molte persone telefonano qui per segnalare nominativi di persone disperse. Stiamo raccordando tutte le informazioni tenendoci in contatto costante con i familiari per cercare di ritrovarli".

Al momento ci sono ancora 16 corpi non ancora identificati per i quali si attende l'esame del Dna. Di certo si sa che all'ospedale "Pasteur" di Nizza ci sono almeno 3 italiani feriti, di cui 2 in condizioni definite serie. La comunità italiana è molto presente in Costa azzurra con un cospicuo numero di residenti e molti turisti che frequentano la zona nel periodo estivo.

"Gli italiani registrati nelle liste dell'anagrafe del consolato sono 35mila - ha aggiunto la console - oltre a questi bisogna considerare gli oltre 20mila connazionali che hanno una seconda casa qui, quindi non sono registrati come residenti ma vivono di fatto a Nizza per determinati periodi dell'anno. Quindi gli italiani sono tanti, per non parlare dei tanti turisti che avevano approfittato del ponte del 14 luglio per venire in Costa azzurra".

"Devo consegnare i gelati" ha detto l'attentatore, il 31enne tunisino Mohamed Lahouaiej-Bouhlel, ai gendarmi che lo avevano fermato mentre alla guida del camion si apprestava ad entrare sulla Promenade des anglais, chiusa al traffico per i festeggiamenti. E li ha convinti a lasciarlo passare, facendo leva sui buoni sentimenti, per poi cominciare a zigzagare tra la folla seminando morte e paura.

"Il presidente della Repubblica francese ravvisa che in questo momento è necessaria la coesione di un Paese come la Francia", ha detto il portavoce di Hollande, Stéphane Le Foll al termine di un incontro all'Eliseo con tutti i membri del governo.

Intanto procede l'inchiesta sulla strage, rivendicata dall'Isis: 5 al momento le persone fermate tra cui la ex moglie dell'attentatore, ucciso dai poliziotti. Per gli inquirenti Bouhlel, definito dai jihadisti un "soldato dell'Isis", avrebbe agito in risposta agli appelli alla violenza lanciati dal sedicente Stato islamico.