Dakar (askanews) - Studentesse rapite ma non solo. Amnesty International ha pubblicato un rapporto sulle atrocità commesse dai miliziani islamisti del Boko Haram, in Nigeria, a un anno dal rapimento di oltre 200 studentesse, di cui non si hanno più notizie dallo scorso maggio.La sera del 14 aprile i Boko Haram assaltarono la scuola di Chibok, nello Stato nord-orientale di Borno, sequestrando 276 studentesse. 57 riuscirono a fuggire pochi giorni dopo la cattura, mentre delle altre 219 non si hanno più avuto notizie dopo il video pubblicato lo scorso maggio dai Boko Haram. Nel filmato il leader del gruppo terrorista, Abubakr Shekau, ha dichiarato che le ragazze sono state convertite all'Islam e costrette a nozze forzate.Secondo il rapporto di Amnesty sono almeno 2.000 le donne e le bambine rapite dall'inizio del 2014 dai Boko Haram per essere ridotte in stato di schiavitù sessuale o addestrate a combattere."È evidente che le le azioni dei Boko Haram sono veri e propri crimini di guerra contro l'umanità, ha detto Steve Cockburn, vice direttore dell'Ong per l'Africa centro-occidentale. Dal 2014 sono stati uccisi oltre 5.500 civili, comprese le vittime dei massacri su vasta scala compiuti dai Boko Haram nelle città attaccate o conquistate. A Magdali centinaia di persone sono state massacrate solo perché rifiutavano di battersi al loro fianco. Mentre 600 vittime si sono contate a Grosa, conquistata nel luglio scorso".Nel rapporto di Amnesty vengono rivelati agghiaccianti particolari sui metodi usati dai Boko Haram. A parte uomini e bambini arruolati a forza o uccisi in caso di rifiuto, donne e bambine vengono rapite e stuprate, costrette a sposarsi o a partecipare ad azioni armate, a volte contro i loro stessi villaggi.A detta di Cockburn, i recenti successi militari contro i Boko Haram potrebbero essere l'inizio della loro fine, ma c'è ancora molto da fare per proteggere i civili, risolvere la crisi umanitaria e rimarginare le ferite.(Immagini Afp)