Milano (askanews) - Roberto Maroni non lascia, anzi raddoppia. Nel giorno in cui il Consiglio regionale della Lombardia ha respinto la mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni dopo lo scandalo per le tangenti nel settore sanità il presidente della Lombardia ha infatti annunciato che nel 2018 si ricandiderà per un secondo mandato."Ho messo scritto 'La maggioranza compatta respinge la strampalata mozione di sfiducia'. Ringrazio tutti i consiglieri e assessori per lo stimolo che mi hanno dato oggi e per la riconfermata fiducia quindi non solo non mi dimetto, ma ho deciso di ricandidarmi alle prossime elezioni del 2018 per far rivincere il centrodestra in Regione Lombardia".L'esito del voto ha scatenato la protesta dei consiglieri del Movimento 5 stelle che hanno indossato felpe con frasi contro Maroni. Per questo il presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo, ha sospeso la seduta ed espulso i grillini. Un blitz che non ha però turbato il presidente lombardo.Intanto il 15 marzo il Consiglio regionale ha deciso, con procedura d'urgenza chiesta dalla maggioranza di iniziare il 15 marzo l'esame del progetto di legge per l'istituzione dell'Arac, un'autorità regionale anticorruzione ispirata a quella nazionale guidata da Raffaele Cantone.