Roma, (askanews) - Israele non vuole l'accordo con l'Iran e non abbandona la linea dello scontro con gli Stati Uniti su questo cruciale dossier. Scende in campo di persona il premier Benyamin Netanyahu per ribadire alla stampa la sua contrarietà assoluta all'accordo con Teheran siglato a Losanna dalle potenze internazionali."Questo accordo" ha detto Netanyahu. "è un pericolo per il mondo. Revocherebbe le sanzioni proprio mentre l'Iran intensifica la politica del terrore". E poi aggiunge, "esigiamo che qualunque accordo finale con l'Iran includa il riconoscimento incondizionato dell'esistenza dello Stato di Israele".L'accordo finale dovrà essere firmato entro il trenta giugno. Per la Casa Bianca di Barack Obama è un momento fondamentale. Ogni presidente americano vuole lasciare la sua impronta sul mondo; Obama non ha ottenuti risultati fra Israele e Palestina, tanto più prezioso è il cammino iraniano"Ho sempre agito per impedire all'Iran di avere la bomba atomica ma la soluzione diplomatica è quella migliore; e se l'Iran rispetta i patti, potrà riunirsi alla comunità delle nazioni".Ma per Obama il problema non è solo Israele. Con la scadenza del 30 giugno davanti, l'inquilino della Casa Bianca deve vendere l'accordo anche all'Arabia Saudita, ai paesi del Golfo Persico che ha già invitato a Camp David, e all'opposizione repubblicana nel Congresso, a cui ha già rivolto un monito: "Se il Congresso sabota questo accordo senza una alternativa ragionevole, gli Stati Uniti saranno accusati di aver fatto fallire la diplomazia. Sarà un crollo per l'unità internazionale e rischieremo il conflitto".