Kathmandu (askanews) - E' salito a 6.621 morti e oltre 14 mila feriti il bilancio ufficiale del terremoto in Nepal. Il governo locale esclude la speranza di trovare altri superstiti.Secondo l'Onu, 8 dei 28 milioni di abitant sono stati colpiti dal sisma del 25 aprile, magnitudo 7.8, il più devastante degli ultimi 80 anni nel Paese. Praticamente tutte le case dei villaggi nei pressi dell'epicentro sono state rase al suolo e non c'è ancora alcuna certezza sulla sorte di migliaia di persone residenti in quelle zone.Tra gli edifici risparmiati c'è quello che ospita Kumari, la divinità vivente, venerata dagli hindù. Il luogo di residenza, che si trova nel centro di Katmandù, è diventato una meta di pellegrinaggio per i fedeli: all'indomani della catastrofe, che si recano sul posto per ringraziare la dea di essere sopravvissuti. "Sono molto felice che la casa della dea vivente sia stata risparmiata", dice una donna.E mentre migliaia di nepalesi sono ancora alle prese con le cremazioni dei propri cari, tanti si rifugiano dal dolore pregando insieme ai monaci. "Cerchiamo di spiegare loro che si tratta di un disastro naturale. E' una creazione della terra. Possiamo pregare per l'anima dei morti e spiegare ai sopravvissuti che presto staranno meglio", spiega un monaco dello stupa di Boudhanath, riconosciuto dall'UNESCO come patrimonio dell'umanità, anch'esso risparmiato dalla violenza del sisma.