Nepal, (TMNews) - Immaginate una sfiancante maratona in Nepal, sul tetto del mondo. Dove la rarefazione dell'ossigeno rende difficile mettere un passo dopo l'altro. E dove correre può diventare un'agonia. Eppure questo è il cimento che si sono scelti oltre 150 runner: correre la più alta maratona del mondo alle pendici dell'Everest, con il brivido insuperabile di vedersi sfilare al fianco yak e monasteri buddisti.L'annuale "Tenzing-Hillary Everest Marathon", intitolata ai primi due scalatori della cima più alta, si corre dal 2003 in occasione di quell'impresa che risale al 29 maggio 1953. La corsa parte alle 8 e 48 in punto, un orario scelto per ricordare gli 8.848 metri dell'Everest e parte da 5.160 metri per finire a 1.600.Nonostante l'agguerrita concorrenza internazionale a vincere è stato un enfant du pays, Sudip Kuglung Rai, nepalese di 26 anni che ha completato i 42,2 chilometri canonici in tre ore, 42 primi e 9 secondi.Ogni anno, i maratoneti incrociano cordate di scalatori diretti verso la cima ma stavolta il picco del mondo ha chiuso i battenti dopo che una valanga di ghiaccio ha travolto e ucciso 16 guide nepalesi il mese scorso.(Immagini Afp)