Milano, (askanews) - Uomo e orso, una convivenza felice. Succede nella Provincia autonoma di Trento, dove si è realizzato con successo il progetto dell'Unione europea "Life Ursus": 10 orsi rilasciati tra 1999 e 2002 dalla Slovenia hanno generato una popolazione di 40-50 esemplari. Tra loro c'era Daniza, diventata protagonista della cronaca nazionale dopo l'aggressione a un cercatore di funghi, poi morta in un tentativo di cattura: un caso che ha acceso i riflettori su una realtà unica in Europa. A Trento la Provincia autonoma ha organizzato un tavolo tecnico con Ispra, ministero dell'Ambiente, Corpo forestale dello stato e 5 esperti da Austria, Slovenia, Norvegia, Croazia e Spagna. "Abbiamo bisogno di confronto, siamo convinti di non bastare a noi stessi e come in ogni operazione difficile più allarghi la base scientifica del tuo ragionamento più sei consapevole che le azioni che stai intraprendendo sono corrette" spiega Michele Dallapiccola, assessore provinciale all'Agricoltura.Due i documenti approvati: le Linee guida per la gestione dei cuccioli rimasti orfani, come quelli di Daniza, e un manifesto per la conservazione dell'orso bruno. Andrea Mustoni, zoologo Parco naturale Adamello Brenta: "Fin dall'inizio avevamo chiaro che un conto è l'ambiente dal punto di vista biotico, i boschi e la natura, ottimale per la presenza di questa specie, un altro è l'habitat che abbiamo iniziato a chiamare politico, quello creato dall'attitudine della gente. Il numero di orsi che in futuro potranno vivere sulle Alpi Centrali sarà dettato soprattutto dall'ambiente inteso come società".Il giudizio degli esperti su quanto fatto finora è positivo: si guarda al futuro, partendo dalla collaborazione stretta tra tutti i soggetti coinvolti. "I casi come quello di Daniza, che mettono l'operazione sotto i riflettori, possono succedere - dice Fernando Ballesteros, biologo spagnolo nella Fundacion Orso Pardo - si deve pensare che le piccole popolazioni di orsi del Sud Europa vivono in ambienti molto umanizzati"."Bisogna comunicare con la popolazione, conquistare la partecipazione dei soggetti coinvolti, soprattutto chi subisce i danni in prima persona. La chiave è la prevenzione: dobbiamo raggiungere una convivenza pacifica tra orsi e uomini e lo si fa evitando i problemi con la prevenzione".