Milano, (askanews) - Recitava così in uno storico spot degli anni 80 Nino Manfredi. Ora quello slogan è impresso a neon sui muri del nuovo quartier generale Lavazza, la Nuvola nel quartiere Aurora a Torino. Un ponte tra la storia di questo marchio, iniziata nel 1895 in una drogheria a pochi passi dalla nuova sede, e il futuro. A dieci anni dell'idea, l'edificio, che ha rigenerato un intero quartiere, ha preso vita offrendo spazi di condivisione alla città, con cui si rinsalda un sodalizio ultra centenario

"Questo sodalizio si realizza in 123 anni di storia - ha detto Marco Lavazza,

vicepresidente del gruppo - questo è solo l'ultimo capitolo di una nuova storia che vogliamo costruire con Torino, l'Italia e i consumatori di tutto il mondo. Prima è stato dato un numero bellissimo che è 27 mld di tazzine e quello francamente, è il Pil che ci interessa di più, partendo da Torino con cuore e testa in Italia".

A inaugurare il nuovo centro polifunzionale c'era tutta la famiglia Lavazza, a partire dal presidente Alberto, insieme al golden team che ha collaborato alla sua realizzazione, dall'architetto Cino Zucchi che ha firmato il progetto a Ferran Adrià anima del ristorante Condividere, da Carlin Petrini ispiratore e guida del bistrot al premio Oscar Dante Ferretti autore delle scenografie del ristorante. Ma cosa c'è in un progetto così complesso e inclusivo rispetto alla città di Torino?

"Lavazza ha voluto donare un giardino alla città, abbiamo tolto il recinto perimetrale che prima cingeva la vecchia centrale dell'Enel creando un'azienda che fosse inclusivo e non esclusivo, il museo che sarà aperto a tutti, i due ristoranti il Condividere che verrà aperto l'8 giugno e il bistrot che è già aperto adesso che sfama quotidianamente i nostri dipendenti e chi vuole venire".

Nella Nuvola Lavazza ci sono dunque le radici di questa azienda, con Carmencita e Caballero ideali accompagnatori del viaggio all'interno del museo, e il futuro di questo gruppo oggi una multinazionale presente in oltre 90 Paesi, e che pure ha scelto di restare nella sua Torino

"E' una ricerca onorica, è una Nuvola con finestre aperte sul mondo, partendo da Torino ma concentrati sul mondi dei nostri consumatori, il mondo del caffè ma rimanendo sempre coi piedi per terra pur essendo su una nuvola".

L'edificio, tuttavia, non è solo un esempio ben riuscito di rigenerazione urbana, ma è stato concepito come luogo innovativo, attento alle persone e all ambiente.

"Fin dalla progettazione, dall'idea stessa di una nuova sede ci siamo resi conto che uno dei fondamenti della nostra azienda è la sostenibilità e se lo facciamo nel nostro lavoro a maggior ragione dovevamo averla nella nostra casa abbiamo trovato il criterio leed. Puntavamo al gold ci è stato riconosciuto il platinum che è il più alto in assoluto".

La nuova casa Lavazza segna una tappa nella storia di questa azienda che, come ha ribadito a più riprese la famiglia, guarda avanti senza venire meno all'impegno di restare indipendenti e credibili. Un impegno che idealmente ora la Nuvola consegna alla quinta generazione di produttori di caffè