Gennevilliers (askanews) - Un giovane gentile, che frequentava la moschea non abitualmente, confondendosi fra la massa dei fedeli senza dare particolari segni di fanatismo. Nel paese in cui viveva, Gennevilliers, i vicini di casa e i conoscenti descrivono così Cherif Kouachi, accusato insieme al fratello Said della strage al giornale Charlie Hebdo. "Era un uomo normale - racconta un vicino di casa che preferisce non farsi riprendere - vestito normalmente, senza simboli religosi, per niente. Non abbiamo mai parlato di religione, ci salutavamo e basta, era gentile"Anche Mohamed Benali, presidente della moschea Ennour frequentata da Cherif, lo descrive come un ragazzo discreto, sempre rimasto in ombra. "Era uno che non dava segni di essere molto religioso. Era discreto, veniva ogni tanto, una persona molto gentile".I responsabili della Moschea, come Abdelbaki Attaf, assicurano che hanno sempre tenuto lontano ogni estremismo. "Noi abbiamo sempre propagandato il dialogo interreligioso qui. Abbiamo tenuto una conferenza sulla laicità, sul dialogo, abbiamo sempre predicato la convivenza pacifica, e naturalmente se qualcuno che ha frequentato la nostra moschea, anche se raramente, si rende autore di questo orribile crimine, la comunità è sconvolta e sotto choc".(Immagini Afp)