Milano (askanews) - Sulle carte geografiche provano a capire il viaggio che ancora li attende. Germania, Inghilterra, Francia, è lì che vogliono arrivare. Intanto cercano un po' di ristoro dalle fatiche della parte più dura del viaggio che li ha portati fin qui, all'Hub migranti della Stazione Centrale di Milano. Da luglio quando è stato aperto oltre 31mila profughi vi hanno fatto tappa per una doccia, un pasto caldo, un luogo sicuro. Alberto Sinigallia, presidente della Fondazione progetto Arca, che gestisce gli spazi:"Nell'hub si fermano due tre ore, 4 giorni a Milano dove si fanno mandare i soldi per l'ultima parte del viaggio o contattano i parenti, qui c'è anche il wifi per ricongiugnersi coi familiari. E' un luogo semplice ma importante per loro prima dell'arrivo nel Nord Europa".In questi spazi, che Grandi Stazioni ha restaurato e concesso, la Fondazione Progetto Arca ha organizzato un servizio di accoglienza insieme all'aiuto di Terre des Hommes che in questi mesi ha raccolto 520mila euro di donazioni da aziende, come Ikea che ha arredato gli spazi. Fondamentale per l'operatività dell'Hub il ruolo di volontari, operatori sanitari, mediatori culturali come Johannes di Terre des Hommes:"Appena arrivano hanno bisogno di una tranquillità, assistenza solidarietà. Sono completamente impauriti. Ragazzi di 15-16-18 anni hanno questa paura far capire loro che sono in un Paese libero, in Europa sono arrivati".Dopo l'ondata dei profughi siriani, in queste settimane sono prevalentemente eritrei coloro che arrivano all'Hub. Tra loro molto sono bambini che qui ritrovano giochi, colori, sorrisi a lungo negati.