Critiche da tutte le parti per il premier giapponese Shinzo Abe nel giorno della commemorazione delle vittime dell'atomica sganciata dagli americani 70 anni fa. Davanti all'ambasciata Usa di Tokyo hanno protestato gli estremisti di destra, gli uyoku, non solo contro gli americani ma contro un governo che sarebbe troppo supino ai voleri di Washington: loro sognano un Giappone forte che si liberi dalla tutela degli Usa e faccia da sé. Alla cerimonia di Nagasaki, Abe ha avuto una sgradita sorpresa: non solo il sindaco di Nagasaki, Tomohisa Taue, l'ha invitato a tenere in considerazione i disagi e timori diffusi sulle nuove leggi estensive della Difesa da lui promosse, ma un sopravvissuto all'atomica ha detto chiaro e tondo che queste leggi potrebbero portare alla guerra e vanno fermate. Comunque, Abe si è ricordato quello che aveva dimenticato di dire a Hiroshima: ribadire i tre principi non-nucleari della tradizionale politica giapponese (non costruire, non possedere e non ospitare armi atomiche).