Napoli, (TMNews) - Muri scrostati e cornicioni pericolanti, intonaco che cade a pezzi sopra i portali delle chiese o dalla facciata di un edificio storico. Alzando la testa mentre si passeggia per le vie del centro di Napoli si notano i segni di trascuratezza e abbandono che potrebbero causare una tragedia: come quella capitata a Salvatore, il ragazzo di 14 anni morto dopo essere stato travolto dai calcinacci caduti dalla Galleria Umberto I.Il tour inizia in piazza Dante e via Pessina, dove imperano muri scrostati e balconi pericolanti: vicino c'è la Galleria Principe Umberto, transennata come molte altre aree perchè pericolosa per la caduta di calcinacci. Le transenne delimitano anche l'area vicino a un bar in via Santa Maria di Costantinopoli: anche qui è stata sfiorata la tragedia, come racconta la titolare. "Stavamo rischiando di morire: è caduta una pietra ed è sobbalzata sulla tenda del negozio, stava rompendo la vetrina e una macchina".Chi vive e lavora qui denuncia che le opere di manutenzione sono in corso da anni ma non hanno prodotto i risultati sperati. In piazza Bellini è da poco crollato un balcone: fortunatamente era domenica mattina presto e il negozio sotto era chiuso. "Diciamo che se fosse successo nel periodo dei libri come settembre, sarebbe rimasto coinvolto qualche passante o lavoratore".Le zone chiuse sono ad ogni angolo: in via Toledo c'è un altro intervento dei vigili del fuoco. Stesso copione davanti al palazzo Reale, ancora per crollo di calcinacci. Il giro termina alla Galleria Umberto I, davanti all'area sequestrata dopo il crollo che ha provocato la morte del ragazzo: i mazzi di fiori e messaggi ricordano la tragedia. Nell'inchiesta la Procura di Napoli ha emesso 45 avvisi di garanzia per omicidio colposo e crollo colposo.