Napoli (TMNews) - Prendono le distanze dai contenuti ingiuriosi dei manifesti che apostrofano come "assassino" il governatore della Campania Stefano Caldoro, i lavoratori della "Astir", azienda che per la Regione si occupa di bonifiche ambientali, ora in liquidazione. Una situazione che ha spinto uno dei 450 dipendenti, Angelo Coppola, a togliersi la vita. I suoi colleghi, da un anno senza stipendio, pur stigmatizzando le scelte delle autorità si dissociano dalle offese. Il rappresentante sindacale, Pasquale Trammacco."Accusare direttamente Caldoro di assassinio è una stupidaggine - spiega - una cosa è stabilire un meccanismo di causa-effetto tra il suicidio di un lavoratore e la vicenda del lavoro, nessuno di noi si è permesso di farlo, altra cosa è però lasciarla cadere come se non fosse successo niente".La Digos ha individuato 7 presunti responsabili del gesto, aderenti al movimento dei disoccupati organizzati "Bros": per loro l'accusa è di diffamazione e oltraggio a organo politico. Ma è soprattutto la rabbia per l'accaduto che serpeggia tra i dipendenti dell'Astir, in sit-in per ricordare il collega deceduto."Noi - dice un lavoratore- siamo qua non per strumentalizzare la morte di un lavoratore ma per mettere al centro il problema del lavoro nella nostra Campania"."Li abbiamo eletti questi 'banditi' - dice indignato un altro lavoratore - ora vogliamo delle risposte da questi 'banditi'".Dal canto suo, Caldoro ribadisce che il tema del lavoro resta una delle priorità della sua Giunta il cui impegno, pur tra critiche e opinioni diverse, resterà "continuo e determinato".