Napoli (TMNews) - Vivere una vita in un corpo che non si sente proprio è un tratto comune a molti transgeder; una vita difficile, spesso fatta di sacrifici, rinunce, problemi e umiliazioni. Diventa tutto più complicato, inoltre, quando bisogna fare i conti anche con un altro "corpo", quello militare in cui si lavora. E' la storia di Anita, napoletana, per 22 anni appuntato della Guardia di Finanza, messa in pensione anticipata per "inabilità al servizio militare" dopo la coraggiosa scelta di cambiare sesso."Essendo militari - spiega - si sono attenuti ai regolamenti che prevedono, per le persone 'affetta' da Dig (disturbo identità di genere) la non possibilità di accedere ai concorsi Io però non mi sento per niente 'invalida o anormale' per cui non penso che dopo 22 anni di servizio sul campo ero diventata all'improvviso inabile al servizio militare".Anita ribadisce di non avercela con la Finanza bensì con lo Stato che non fa nulla per tutelare le persone che fanno scelte come la sua. Le era stata offerta la possibilità di essere trasferita, come civile, al Ministero delle Finanze ma lei per coerenza ha rifiutato e ha intentato una causa per risarcimento danni."Ho chiesto un milione di euro - conclude Anita - anche se non so cosa succederà. Spero di avere qualche soldino per fare una crociera, qualche viaggio alla faccia di questa società per bene, moralista. Devono pagare i cittadini che non vogliono che le persone come me vivano una vita normale".