Napoli (askanews) - Un crollo in diretta a Napoli, è accaduto intorno all'ora di pranzo del 9 dicembre, all'interno del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell'università Federico II, dove si sono sgretolate due parti di palazzine, che erano già state evacuate nella mattinata, dopo che erano state riscontrate delle crepe e delle lesioni nelle pareti. Per fortuna non ci sono stati feriti. Luigi Zicarelli, Direttore del dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzione Animali della Federico II."Se fosse accaduto più tardi qualche ferito l'avremmo avuto - ha spiegato - l'ala storica è sana, lì stanno le aule quindi da lunedì si riprende tutto normalmente".Le lesioni sarebbero state provocate da una voragine che si era aperta nell'area sottostante i fabbricati. Uno degli edifici crollati era già disabitato mentre l'altro, trascinato giù dal primo crollo, era frequentato da ricercatori e docenti perché ospitava alcuni uffici.L'intera sede universitaria, di via Santa Maria degli Angeli alle Croci, è stata sgomberata e la strada di accesso alla Facoltà è stata interdetta sia al transito di pedoni che di auto. Evacuate, in via precauzionale, anche alcune abitazioni nei pressi di piazza Carlo III, generando disagi e paura. Effettuati sopralluoghi dei tecnici per accertare cosa sia effettivamente accaduto. Per i geologi campani, la voragine è "solo l'ultimo episodio di dissesto idrogeologico ed evidenzia quanto si sia ancora distanti da una vera pianificazione in materia di difesa del suolo e di gestione delle emergenze".Incolpano direttamente il governo, invece, gli studenti. "I crolli sono paradigmatici dello stato di emergenza in cui versa l'università italiana - ha sottolinato in una nota, l'associazione studentesca Link Napoli - Il diritto allo studio passa anche attraverso la garanzia di poter studiare e fare ricerca in edifici solidi e sicuri, senza rischiare la vita. Chiediamo al rettore una revisione di tutti gli stabili dell' ateneo, per capire quali sono pericolanti e in che modo intervenire per metterli al sicuro".