Napoli (askanews) - Da un bene dell'umanità all'altro; 5.300 pizze gratis a tutti i presenti in Piazza del Gesù, a Napoli per festeggiare il recente riconoscimento da parte dell'Unesco dell'arte dei pizzaiuoli napoletani come bene immateriale dell'umanità.

I pizzaiuoli del Napoli pizza village, l'evento previsto sul lungomare Caracciolo dal primo al 10 giugno 2018, si sono dati appuntamento nel centro storico del capoluogo partenopeo per celebrare con una grande festa il traguardo raggiunto il 7 dicembre del 2017, quando il comitato di esperti dell'Unesco, dalla Corea del Sud ha dato il suo benestare all'inclusione dell'arte dei pizzaiuoli napoletani nell'elenco dei beni immateriali dell'umanità, di cui fanno parte anche la Dieta mediterranea e lo Zibibbo di Pantelleria. Con loro c'era l'ex ministro Alfonso Pecoraro Scanio, promotore della "World Petition #pizzaUnesco" e presidente della fondazione Univerde.

"Quando ho cominciato a sostenere la candidatura dell'arte del pizzaiolo napoletano, al Pizza village del settembre 2014 e ho lanciato la petizione - ha detto - a tutto pensavo meno che arrivare a oltre 2 milioni di firme da 100 Paesi di tutto il mondo, una best practice mondiale, la più grande campagna di sostegno a una candidatura nella storia dell'Unesco e soprattutto alla vittoria, che non era né facile né scontata".

Dieci i forni accesi in Piazza del Gesù che hanno cotto pizze di ogni tipo da regalare ai cittadini che, sin dall'inizio, hanno sostenuto l'iniziativa. Claudio Sebillo, ideatore del Napoli pizza village.

"L'arte del pizzaiolo napoletano bene patrimonio dell'umanità è motivo di grandissimo orgoglio - ha spiegato - per noi ma anche per tutti i pizzaioli napoletani che in qualche modo il Napoli pizza village rappresenta. Ovviamente, tutto è nato e tutto finisce con il Napoli pizza village".

Presenti in piazza alcuni dei più famosi pizzaiuoli napoletani, tra cui Enzo Coccia, Teresa Iorio, Vesi e i fratelli Gino e Toto Sorbillo.