Roma, (askanews) - Il cinema romeno può essere il miglior ambasciatore della Romania nel mondo oggi e per questo bisogna finanziarlo adeguatamente. E' questa la posizione del regista-simbolo del cinema romeno degli anni Novanta Nae Caranfil a Roma come presidente di giuria del Festival del cinema romeno Procult. "Ogni evento che parla del cinema romeno fa il suo lavoro come una formica che fa un piccolo passo avanti. Il nostro problema più grande non è che non raggiungiamo l'audience occidentale, abbiamo iniziato a farlo, ma che non abbiamo i finanziamenti necessari. Dobbiamo creare la coscienza politica: il cinema romeno può essere il miglior ambasciatore della Romania oggi".Caranfil è stato considerato un regista-chiave nel cinema romeno post-Rivoluzione ed è pronto a dire ancora la sua."Non è importante come ti considerano le persone ma lo è trovare i fondi per fare i film. Ci sono persone che mi hanno apprezzato e ne sono fiero, e ci sono quelli che pensano che la nuova generazione, la new wave dal 2000 in poi, mi abbia spazzato via dalla mappa ma io penso di esserci ancora su quella mappa. Il suo ultimo lavoro, "Closer to the moon", una dark comedy ambientata nell'era Ceaucescu tratta da una storia vera, è stata una della collaborazioni più rilevanti tra la Romania e Hollywood. "E' una delle cose meravigliose che ha colpito la mia carriera, non era previsto che venisse girato in inglese con delle star internazionali, ma è accaduto. A un certo punto della mia carriera è arrivato un produttore americano che ha amato la sceneggiatura e mi ha chiesto se avrei voluto produrlo in inglese e ho detto sì. Penso che se fai qualcosa che sembra più mainstream non è detto che lo sia: resti un autore, usi il mezzo per raggiungere un pubblico e non c'è da vergognarsi, devi raggiungere il pubblico per esistere".