Budapest, (TMNews) - Aniko ha una nuova casa. Una casa costruita dal governo ungherese nel quadro d'un programma di aiuti alle persone che si sono indebitate. Come tutti gli abitanti di questa lottizzazione a 30 chilometri da Budapest, Aniko ha stipulato un mutuo in franchi svizzeri sette anni fa. Con la crisi finanziaria del 2008, però, la valuta ungherese è precipitata. Risultato: le rate si sono triplicate e la banca si è presa la casa.Ecco che cosa è successo ad Aniko: "Venire qui, per me, è stata l'ultima soluzione. Non potevo più pagare il mutuo, la mia casa è stata sequestrata, ho una figlia malata di diabete e sono divorziata. Per noi è stata davvero l'ultima chance".Sono state costruite ottanta case contro le 500 previste nel progetto iniziale. Quarantadue famiglie giunte dai quattro angoli del Paese e che hanno trovato un posto dove stare.Il problema di questo progetto sono i costi: otto milioni di euro. Una somma ingente investita per dare alloggio a sole 42 sui 150mila che ancora avrebbero bisogno di urgente aiuto. Il governo ha preso alcune misure, come l'introduzione di un sistema di affitto-riacquisto delle case ipotecate.Lo spiega Ferenc Kumin, portavoce del governo ungherese: "Questa soluzione permette alle famiglie in grande difficoltà finanziaria di acquistare l'appartamento. In pratica, affittano le loro ex proprietà".Più di un milione di ungheresi hanno stipulato mutui immobiliari negli anni Duemila. A quell'epoca la popolazione aveva due possibilità: chiedere un prestito in fiorini, la valuta nazionale, a un tasso del 15 per cento, o chiederlo in euro o franchi svizzeri, ad un tasso del 5. Il problema è che il rimborso era dovuto in fiorini. E con la crisi del 2008 il fiorino è affondato e le rate sono diventati insostenibili.Per tentare di dare un aiuto agli indebitati ungheresi, il governo, alla vigilia delle elezioni legislative del prossimo aprile, ha chiesto alla Corte suprema di pronunciarsi sulla legalità di questi prestiti bancari fatti in divisa straniera. Lo scopo: cancellare i contratti fatti e rinegoziarli legalmente i rimborsi con le banche a vantaggio di tutti i cittadini indebitati.