Rabat (TMNews) - La pesca delle alghe rosse in Marocco sta diventando sempre più difficile. Si tratta del Gelidium sesquipedale, l'ingrediente base per produrre l'agar-agar, un gelificante naturale presente nelle ricette degli chef di tutto il mondo.Una volta si raccoglievano sott'acqua sino a 500 kg al giorno, adesso la produzione è scesa ai 200/300 kg.Le alghe rosse del Marocco si vendono a 30 centesimi al chilo, un prezzo fissato dal governo. Ma i sommozzatori marocchini non diventeranno mai ricchi."I pescatori - racconta uno di loro - non raccolgono i profitti del loro lavoro. Sono i rivenditori che comprano le alghe da noi e le esportano sui mercati esteri a guadagnarci".Nonostante sia il maggior produttore, il Marocco non possiede nemmeno un impianto di trasformazione ed esporta quasi tutto il prodotto, come spiega il direttore di una compagnia di produzione ed esportazione di agar a capitale giapponese. "Il 99% della produzione viene esportata. Eppure il Marocco importa prodotti che contengono agar. Sono società giapponesi ed europee a controllare il mercato".Sulla spiaggia di El Jadida, famiglie intere vengono a raccogliere le alghe sfuggite ai subacquei e risalite in superficie. Ma le alghe sono pericolosamente minacciate da queste raccolte intensive. Nel 2009 sono state esportate 14mila tonnellate di alghe rosse e il governo ha deciso di limitare il prelievo a 6.000.Con profitti intorno ai 31 milioni di euro, si tratta di una risorsa nazionale da tutelare e difendere.(Immagini Afp)