Rimini (askanews) - La distruzione del monastero di Mar Elian (Sant'Elian) da parte dell'Isis è il segnale di una "mentalità intollerante" delle pluralità presenti in MedioOriente. Dopo questo ennesimo episodio si "blocca qualsiasi possibilità di dialogo per poter trovare una strada per porre fine alla violenza soprattutto in Siria". Lo ha detto mons. Silvano Maria Tomasi, Osservatore permanente della Santa Sede per le Nazioni Unite a Ginevra."La situazione in Medio Oriente è davvero tragica e soprattutto sono esposti alla persecuzione e alla violenza e alla violazione dei loro diritti umani fondamentali i cristiani - ha detto mons. Tomasi da Rimini, dove ha partecipato al Meeting di Cl -. Ladistruzione dei simboli cristiani da parte dell'Isis, di questo gruppo fanatico, non statale, è l'indicazione di una volontà di non tollerare nessuna forma di pluralismo sociale e quindi di permettere una vita normale nel Medio Oriente"."Il Medioriente è stato destabilizzato dai paesi occidentali - ha aggiunto - e adesso non riusciamo a cucire in maniera costruttiva, trovare una strada per la pace e quelli che soffrono sono i poveri e le famiglie".