Rimini (askanews) - Era il testimone più atteso alla Fiera di Rimini per la seconda giornata del Meeting di Comunione e liberazione. Monsignor Nunzio Galantino, segretario della Conferenza episcopale italiana, nei giorni scorsi è stato al centro di violente polemiche dopo le sue affermazioni sull'accoglienza dei profughi, che hanno scatenato la furiosa reazione della Lega, e quelle successive sul malcostume della politica in generale e dei suoi interpreti che hanno sollevato critiche da tutto lo spettro parlamentare.Il segretario dei vescovi italiani è stato invitato al Meeting di Rimini per una relazionesul senso del limite e il fascino delle frontiere. E prendendola alla larga sembra avere ribadito, con le cautele del caso, il senso profondo delle sue critiche alla classe politica e alla società che la esprime. Lo spunto è partito dalla definizione dell'epoca attuale come quella di un tempo post-filosofico in cui le scelte, individuali e pubbliche, sono guidate dal perseguimento di interessi immediati e poco meditati."Il nostro tempo - ha spiegato monsignor Galantino - è stato, tra l'altro e da più parti, definito come tempo post-filosofico, perché sempre meno attento alla giustificazione razionale degli orientamenti e delle scelte, individuali e pubbliche, guidate per lo più dal perseguimento di interessi e fini immediati e poco meditati, dettati spesso dalla ricerca dell'utile e meno da un progetto dal respiro ampio".I cristiani hanno ancora tanto fare nella testimonianza e nella carità, ha aggiunto il segretario generale della Cei, e anche la Chiesa è sollecitata "a rinnovarsi nelle sue strutture, nelle dinamiche decisionali e nelle prassi concrete delle comunità", ha concluso monsignor Galantino.