Roma, (askanews) - "I negozi la domenica devono restare chiusi": lo dice monsignor Giancarlo Maria Bregantini, vescovo di Campobasso, secondo cui il settimo giorno deve essere solo una giornata di famiglia e di relazioni. Il vescovo è una delle voci della Chiesa Italiana secondo cui le esigenze economiche e la crisi starebbero uccidendo la dignità umana, e obbligando molti commercianti ad alzare la saracinesca sette giorni a settimana."E' ora di chiederci se la libertà di fare spesa la domenica sia vera libertà. Noi crediamo non lo sia più - afferma il vescovo - crediamo invece che la domenica sia giorno per le relazioni, il dialogo e l'incontro. Non i centri commerciali ma la casa di riposo, l'ospedale, il gioco con i bambini, la capacità di godere il panorama, il centro storico, sciare, andare al mare".La risposta alla crisi economica, per monsignor Bregantini, è un'altra. "Se noi attivassimo di più il turismo sulle Alpi, sulle montagne, c'è tutta un'altra economia da attivare, l'economia del gratuito, che è un'economia perennemente feconda e molto più produttiva. Ci sono sei giorni per il resto".La Chiesa, dunque, scende in campo con questi obiettivi: "Creare coscienza fra la gente perchè non vada a fare la spesa, e valorizzare tutti i luoghi di turismo e di incontro". Tre le proposte del vescovo di Campobasso per affrontare la questione delle domeniche: "Dilazionare lungo la giornata meno orari di apertura (esempio solo il pomeriggio); una apertura alternativa; capacità di interagire tra di loro tra centri commerciali".