Doha (TMNews) - Operai nepalesi trattati come schiavi; è la pesante accusa che grava sul Qatar, Paese che ospiterà il campionato mondiale di calcio nel 2022. Per la Confederazione internazionale dei sindacati le risposte alle accuse finora fornite dagli organizzatori del mondiale in Qatar sono "deboli e deludenti" ed è stata disposta un'ispezione per controllare i lavori e raccogliere le testimonianze degli operai."Non avevamo una goccia d'acqua potabile - racconta uno di loro - una tortura con le temperature così alte. Saremmo potuti morire bevendo solo acqua filtrata, non c'era alcun presidio medico nelle vicinanze. Dove corri se ti ammali"?Purna è solo uno dei tanti lavoratori che hanno denunciato le condizioni pericolose e disumane in cui sarebbero costretti a lavorare. Non sono rari i casi di decessi per incidenti o in seguito ad attacchi cardiachi dovuti allo stress, al caldo e alla fatica."Avrebbero dovuto darci dei caschi - racconta - ma non avevamo nulla, nemmeno i giubbotti di sicurezza o i guanti. Abbiamo dovuto lottare per avere gli stivali".Nel 2012 i sindacati hanno ricevuto oltre 7mila denunce nel 2012 da parte di lavoratori maltrattati o feriti in incidenti sul lavoro. Tutto questo, per quanto sia ancora sotto indagine, getta un forte discredito sul mondiale in Qatar, sotto la lente anche per un altro aspetto: il caldo eccessivo. Le temperature che, nel periodo estivo, superano facilmente i 40 gradi, hanno convinto, infatti, il presidente della Fifa, Joseph Blatter a valutare l'ipotesi di spostare la competizione nel periodo invernale, non senza ripercussioni sulle coppe internazionali e sui campionati dei singoli Paesi.(Immagini Afp)