Washington (TMNews) - Non si allenta la tensione a Ferguson, il quartiere di St.Louis nel Missouri, dove da giorni la polizia fronteggia la rabbia dei manifestanti dopo l'uccisione di un ragazzo afroamericano di 18 anni da parte delle forze dell'ordine. Le autorità hanno diffuso il nome dell'agente responsabile della morte di Michael Brown e, contestualmente, hanno anche diffuso il video di alcune telecamere di sorveglianza che mostra una presunta rapina compiuta dal giovane. E la protesta è tornata a farsi sentire.Sullo sfondo anche il tema, molto delicato, dell'eccessiva militarizzazione delle forze di polizia nella provincia americana, con conseguenti episodi che somigliano talvolta ad abusi di potere. Anche perché in molti corpi di polizia operano membri delle forze speciali, i cosidetti SWAT, addestrati per l'antiterrorismo piuttosto che per il semplice ordine pubblico.Ups file 22.50da 1'16 poi overvoice"Al momento - spiega Trevor Burrus, ricercatore del Cato Institute - nel 90% delle città medio-piccole ci sono dei team SWAT, e ognuno di questi gruppi è super militarizzato, principalmente perché c'è un grande eccesso di attrezzature militari". Attrezzature che arrivano direttamente dai teatri bellici e che, in qualche misura, rischiano di portare la guerra nelle case degli americani. E così ha dovuto pronunciarsi anche Barack Obama.Ups file 22.50da 2'03 poi overvoice"Non ci sono scuse per le violenze contro la polizia o per chi approfitta di una tragedia per compiere atti di vandalismo - ha detto il presidente - ma non ci sono scuse neanche per le forze di polizia che usano eccessiva violenza verso manifestanti pacifici".A Ferguson, però, gli scontri continuano. E l'America, di nuovo, si interroga su se stessa.