Milano (askanews) - Nel Famedio del Cimitero monumentale di Milano, tra antifascisti come Leo Valiani e socialisti come Filippo Turati, c'è posto anche per Franco Servello, parlamentare e consigliere comunale del Movimento sociale italiano morto nel 2014 a 93 anni. Lo ha deciso all'unanimità una commissione comunale, della quale fanno parte anche due assessori della Giunta di centrosinistra, e nel giorno dei morti è arrivata la cerimonia, alla quale ha partecipato il sindaco Giuliano Pisapia, ma non le associazioni dei partigiani, come segnale di dissenso. "Avevamo valori diversi, esperienze diverse. Tutti lo sanno, non c'è bisogno di dirlo".A prendere le distanze è stato però soprattutto il presidente del Consiglio comunale, Basilio Rizzo. "Nessun revisionismo è possibile, nessuna equiparazione tra chi è stato nella storia dalla parte della democrazia e chi, pur con coerenza e convinzione, è stato dalla parte sbagliata della dittatura nazifascista".Tra i presenti anche l'ex ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che ha difeso la scelta della commissione comunale. "Servello, se è qui, votato all'unanimità dalla commissione comunale su proposta di De Corato, un motivo ci sarà, cioè che era una persona onesta che con coerenza ha difeso Milano e l'Italia in tutti gli anni del suo impegno politico".Il nome di Servello è stato iscritto nel Pantheon dei milanesi insieme a quelli di altri 14 concittadini illustri come il regista teatrale Luca Ronconi e l'imprenditore Leopoldo Pirelli.