Palermo (askanews) - Sul Family day, "il governo non è spaccato. Il governo ha opinioni diverse su un tema eticamente sensibile, così come lo hanno avuto tutti i governi della repubblica dal dopoguerra ad oggi. Su temi come questi è difficile trovare una unità che corrisponda a una maggioranza di governo, vorrei ricordare che tutti i diritti civili introdotti dal dopoguerra ad oggi sono il frutto di maggioranze parzialmente diverse da quelle che sostenevano i governi". Lo ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando, rispondendo ai cronisti che a margine dell'inaugurazione dell'anno giudiziario a Palermo gli hanno chiesto se il governo è spaccato sul Family day."E' assolutamente fatale che concezioni diverse si riflettano così in modo diretto su vicende che hanno tale rilevanza e attengono alla vita alla morte all'esistenza delle persone - ha aggiunto Orlando -. Non ne farei un dramma, non farei guerre di religione. Siamo di fronte a una vicenda in cui la parola d'ordine deve essere rispetto delle reciproche posizioni, e costruzione di un minimo comune denominatore sapendo che si può avere differenza di vedute sul come, ma c'è un tratto che impegna tutti, ovvero che la Corte dei diritti dell'Uomo di Strasburgo ci dice che ci sono cittadini nel nostro Paese che non sono tutelati. Il Parlamento legiferi nella direzione possibile per risolvere questo problema, ma legiferi. Perchè è un tema che non ci pone solo l'opinione pubblica, ma anche la giurisdizione internazionale segnalando una incongruenza rispetto agli obiettivi della carta".