Milano, 22 set. (askanews) - C'era una volta un giovane che per sfuggire alla guerra e trovare rifugio in Europa affrontò un lungo e pericoloso viaggio per mare... Il dramma degli immigrati diventa in Libano una rappresentazione teatrale in "Mille e un Titanic" per testimoniare e raccontare - con mimi e burattini - il dolore dell'attualità attraverso un personaggio favolistico come la principessa Shéhérazade."Si tratta di uno spettacolo con risvolti umanitari - spiega Carmen, rifugiata siro-palestinese di 21 anni - racconta i momenti difficili patiti da persone che sono fuggite dai propri Paesi quando la situazione è diventata insostenibile. A volte per sfuggire alla morte, bisogna scegliere la morte stessa. Il messaggio che vogliamo far passare sono le ragioni per cui queste persone fuggono".In scena Shéhérazade racconta al re Shahrayar la storia di Ahmed un ragazzino arabo che conduce una vita semplice nel suo Paese. All'improvviso scoppia la guerra, razzi piovono sul suo villaggio e allora lui decide di affrontare i flutti nella speranza di trovare scampo in Europa."E' uno spettacolo molto gradevole e innovativo - dice questo spettatore - allo stesso tempo è molto attuale perché parla del dramma dell'immigrazione, un tema caldo in questo momento."Mi è piaciuto molto - aggiunge questa donna - oltre alla tristezza, alla tensione e al contesto molto serio sull'immigrazione è anche molto curato dal punto di vista artistico e creativo".Nonostante il tema molto serio, "Mille e un Titanic" riesce a strappare anche qualche sorriso agli spettatori. Lontano dalle storie magiche come quelle delle "Mille e una notte", il Medio Oriente oggi è tormentato da sanguinosi conflitti che costringono milioni di persone a prendere il mare su barche di fortuna inseguendo la salvezza. E molti di loro spesso vengono inghiiottiti dalle onde. Un dramma che la pièce racconta con leggerezza, ma non senza obiettività e riflessione.(Immagini Afp)